La catena di trasmissione finale è uno degli organi fondamentali per il corretto funzionamento della moto. Trasmette tutta la potenza alla ruota posteriore e lo deve fare dando la massima affidabilità. Non è un semplice “accessorio”, ma ci si affida la gestione della ruota posteriore, che deve essere sempre associata a una corretta manutenzione. Se la catena viene “trascurata”, si consuma in fretta, e nei casi peggiori può saltare via da pignone e corona o rompersi in marcia. Una mezz’ora di controllo almeno ogni 1.000-1.500 km (o più frequentemente quando usi la moto sotto la pioggia) ti fa guidare più sicuro e ti evita spese ben più alte.
La catena va sostituita quando si allunga oltre il limite indicato dal costruttore, quando le maglie restano rigide anche dopo pulizia e lubrificazione, o quando i denti di pignone e corona sono consumati e ridotti a un uncino. La tensione corretta è quella che lascia un piccolo gioco al centro del tratto inferiore: né troppo tesa né troppo lenta. In questa guida ti spieghiamo come controllare la tensione, come riconoscere l’usura e ogni quanto intervenire, con consigli pratici per farlo in sicurezza.
A cosa serve la catena della moto?
La catena è l’anello finale della trasmissione: porta il movimento dal pignone (la piccola ruota dentata all’uscita del cambio) alla corona (la ruota dentata grande fissata al cerchio posteriore). Insieme, questi tre elementi formano il cosiddetto kit trasmissione.
Lavorano sempre in accordo e si consumano insieme. Per questo, quando arriva il momento di cambiare, si sostituiscono tutti e tre: una catena nuova montata su pignone e corona consumati si rovina nel giro di pochissimi chilometri.
Catene con e senza O-Ring
Sulle moto stradali moderne si usano quasi sempre catene sigillate, con guarnizioni a forma di anello inserite tra le piastre: le trovi indicate come O-Ring o X-Ring e variano secondo il profilo degli anelli di tenuta, circolari nel primo caso, dalla sezione a X nel secondo. Servono a trattenere il grasso all’interno dei perni e a tenere fuori acqua e sporco.
Le catene senza guarnizioni, più economiche, restano comuni su ciclomotori e modelli di piccola cilindrata. Richiedono pulizia e lubrificazione più frequenti perché lo sporco penetra più facilmente.
Qual è la tensione corretta della catena?
La tensione corretta è quella indicata dal costruttore sul libretto “uso e manutenzione” della tua moto. Si misura come gioco: quanto puoi muovere su e giù la catena al centro del tratto inferiore, tra pignone e corona.
Come valore indicativo, su molte moto stradali il gioco è compreso tra 10 e 15 mm, ma cambia parecchio da modello a modello. Il numero giusto è solo quello del tuo libretto “uso e manutenzione”: prendilo come riferimento e non fidarti di regole generiche.
Una catena con la tensione sbagliata crea problemi in entrambe le direzioni:
- Troppo tesa: affatica i cuscinetti, l’albero di uscita del cambio e la catena stessa. Si consuma prima e, nei casi estremi, può cedere.
- Troppo lenta: può sbattere contro il forcellone, saltare i denti della corona o, alla peggio, uscire dalla sede in marcia. È la condizione più pericolosa.
Come si verifica la tensione della catena
Il controllo richiede pochi minuti e nessun attrezzo particolare. L’unico accorgimento importante riguarda il punto in cui misuri.
I passaggi del controllo
-
1
Metti la moto sul cavalletto
La ruota posteriore deve essere libera di girare Verifica il gioco nelle condizioni indicate dal libretto, perché su alcune moto cambia con il mezzo carico. -
2
Fai girare lentamente la ruota
Cerca il punto più rigido della catena: nessuna catena è tesa in modo uniforme, e devi regolarti sul tratto più teso. -
3
Muovi la catena
Devi farlo al centro del tratto inferiore e misura quanto si muove dal minimo al massimo della oscillazione. -
4
Confronta la misura
Quella corretta la trovi sul libretto uso e manutenzione. Se è fuori range, va regolata.
Passo dopo passo, come si regola la tensione della catena
Regolare la catena è un’operazione alla portata di molti motociclisti, purché si rispetti l’ordine dei passaggi e la coppia di serraggio del perno ruota posteriore indicata dal costruttore. Se non ti senti sicuro, è un intervento da pochi minuti per qualsiasi officina.
Per metterla a punto
-
1
Allenta il dado
Quello del perno ruota posteriore (senza toglierlo). -
2
Agisci sui tenditori
Lo devi fare su entrambi i lati, agendo sulla stessa misura per non disallineare la ruota. Usa le tacche di riferimento come guida. -
3
Correggi il gioco
Deve essere quello che riporta il libretto, controllando di nuovo nella zona centrale del ramo inferiore della catena. -
4
Serra il dado del perno ruota
Deve essere fatto alla coppia indicata, usando una chiave dinamometrica, per non rovinare i cuscinetti della ruota posteriore. -
5
Alla verifica finale
Dopo il serraggio del perno, ricontrolla la tensione della catena e l'allineamento della ruota.
Come capire se la catena è usurata
L’usura della catena è graduale e non sempre è così evidente. Ci sono però segnali concreti che puoi controllare da solo.
I segni più comuni di usura
- Allungamento: con i chilometri e una mediocre manutenzione, perni e boccole si consumano e la catena “si allunga”. Se la tensione non resta stabile e devi regolarla sempre più spesso, è un campanello d’allarme.
- Maglie rigide: dopo aver pulito e lubrificato, fai girare la catena. Se alcune maglie restano bloccate o “saltellano”, non sono più libere di scorrere tra di loro e incidono sull’intero rendimento della trasmissione finale.
- Ruggine e incrostazioni: macchie di ruggine profonde che non spariscono con la pulizia indicano O-Ring ormai compromessi in fatto di tenuta del lubrificante.
- Denti consumati: guarda i denti di pignone e corona. Quando diventano appuntiti o “a uncino”, l’intero treno della trasmissione è da cambiare.

Un test che evidenzia la “salute” della catena
Ecco un controllo classico: a moto ferma, prova a tirare la catena verso l’esterno in corrispondenza del punto più arretrato della corona. Se riesci a spostarla tanto da scoprire buona parte di un dente, la catena è allungata e va sostituita. Su una catena in buono stato, invece, resta praticamente incollata ai denti (come nella foto sopra).
Ogni quanto va lubrificata e pulita la catena?
Pulizia e lubrificazione sono le due condizioni “obbligatorie” che allungano di più la vita della catena. Come riferimento, molti motociclisti lubrificano ogni 500-1.000 km e comunque dopo ogni uscita sotto la pioggia o su strade sporche di terra o di fango.
Come pulirla nel modo giusto
- Usa un detergente specifico per catene (o petrolio bianco) e una spazzola morbida. Evita prodotti aggressivi sulle catene con O-Ring.
- Non usare idropulitrice ad alta pressione sulle catene sigillate: l’acqua in pressione e diretta sulle maglie della catena rovina le guarnizioni.
- Asciuga bene prima di lubrificare.
Come lubrificarla
- Usa un lubrificante specifico per catene moto, possibilmente occorre farlo dopo un giro, perché la catena è relativamente calda e il grasso può penetrare meglio.
- Applica un velo uniforme su tutte le maglie agendo sulla parte interna della catena, facendo girare contemporaneamente la ruota. Poi, lascia riposare qualche minuto e rimuovi l’eccesso.
- Non esagerare: troppo lubrificante attira polvere e sporco e fa l’effetto contrario.
Quando sostituire la catena della moto?
Non esiste un chilometraggio uguale per tutti. La durata di una catena dipende da tipo, manutenzione e stile di guida: indicativamente si va dai 15.000 ai 30.000 km, ma può essere molto meno se trascurata. Esistono catene “senza lubrificazione”, o per meglio dire dalla manutenzione estremamente ridotta grazie a materiali e trattamenti superficiali che ne allungano la vita e richiedono interventi minimi, ma dal costo decisamente elevato.
La regola pratica è semplice: non si guarda solo il contachilometri, ci si deve basare sullo stato reale. Sostituisci la catena quando si verifica anche solo una di queste condizioni:
- Ci sono maglie rigide o grippate che non si liberano con pulizia e lubrificazione;
- Le guarnizioni (O-Ring/X-Ring) sono danneggiate o mancanti;
- Presente ruggine profonda che intacca i perni;
- La catena è uscita di sede o ha subito uno strappo violento;
- Pignone e corona sono consumati.
- I marker di riferimento sul forcellone evidenziano il limite dell’uso della catena.
E se la catena si rompe mentre sei in viaggio?
È lo scenario che la manutenzione serve proprio a evitare. Una catena che cede in marcia può bloccare la ruota posteriore o danneggiare il carter e il forcellone, con conseguenze serie sulla sicurezza.
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