La crescita del mercato dei modelli 125: il boom tra opportunità e risparmio

Marco Riccardi
Marco Riccardi Direttore storico Motociclismo
18 Set 2026 10 min di lettura
Le immatricolazioni degli scooter 125 sono notevolmente aumentate trascinando tutto il settore delle due ruote

Se hai la sensazione che in città giri sempre più gente su una 125, non è un’impressione. I dati di immatricolazione dei primi otto mesi degli ultimi tre anni raccontano un mercato in piena espansione: le 125 cc sono passate da poco più di 72.000 mezzi a oltre 87.000, con una crescita del +20,2% dal 2024 ad oggi.

Ma dietro un numero così netto si nasconde una storia più interessante di quanto sembri. Perché non tutte le 125 stanno crescendo allo stesso modo: c’è un segmento che corre, uno che tiene e uno che, controcorrente, arretra. A Milano il fenomeno “125” ha ribaltato le abitudini di mobilità. E c’è un cambio di regole, arrivato a fine 2024, che ha tolto di mezzo un tabù storico. Capire chi traina questo boom ti aiuta a scegliere meglio il mezzo giusto per te e a capire perché una 125 resta oggi una delle scelte più intelligenti su due ruote.

Il mercato delle 125 cc in numeri (primi otto mesi, 2024-2026)

Partiamo dai fatti. La tabella mette a confronto le immatricolazioni nei primi otto mesi di ciascun anno, divise per le tre categorie della cilindrata 125: le moto vere e proprie, gli scooter “economy” (i modelli più accessibili) e gli scooter “premium” (i modelli di fascia alta).

Categoria202420252026Var. 2026 vs 2024
Scooter 125 economy38.48345.45251.690+34,3%
Scooter 125 premium21.49722.86725.825+20,1%
Moto 12512.4429.2109.561−23,2%
Totale 125 cc72.42277.52987.076+20,2%
Il quadro è chiaro: la crescita complessiva è solida e costante, con un’accelerazione nell’ultimo anno (+12,3% del 2026 sul 2025). Ma il motore di questo boom è uno solo, ed è lo scooter.

Lo conferma anche la fotografia dell’intero comparto: secondo i dati ANCMA (l’associazione che raggruppa i costruttori e gli importatori di moto e scooter), nei primi otto mesi del 2026 il mercato italiano delle due ruote a motore è cresciuto dell’11,21%, con gli scooter a +15,59% e le moto a +5,02%. Insomma, a livello nazionale il mercato tira, ma è lo scooter a fare da locomotiva.

Non è un boom uguale per tutti: lo scooter traina, la moto arretra

Se guardi i pesi delle categorie, capisci subito dove sta andando il mercato. Nel 2024 gli scooter valevano già l’82,8% delle 125 immatricolate; nel 2026 arrivano all’89%. La moto 125 “classica”, nello stesso periodo, scende dal 17,2% all’11% del totale.

Detto in un altro modo: dei circa 14.600 mezzi in più venduti tra il 2024 e il 2026, il 90% è merito degli scooter economy. È lì che si concentra tutta la spinta.

Gli scooter “economy”: il vero cuore della crescita

Sono i modelli più accessibili, quelli pensati per chi usa la 125 come mezzo di tutti i giorni: casa-lavoro, commissioni, spostamenti urbani. In due anni questa categoria cresce del +34,3%, passando da 38.483 a 51.690 immatricolazioni, e da sola vale ormai quasi sei 125 su dieci.

A trainare sono nomi diventati abituali nel traffico cittadino: modelli come il Piaggio Liberty 125, il Kymco Agility 125 e diverse proposte dei marchi emergenti che negli ultimi anni hanno spinto forte sul rapporto qualità-prezzo. È il segmento che spiega meglio il titolo di questo pezzo: la 125 come opportunità di mobilità a un costo contenuto.

Gli scooter “premium”: l’SH125i fa storia a sé

La fascia alta cresce anche lei, del +20,1% dal 2024, e conferma che c’è un pubblico disposto a spendere di più per uno scooter più completo. Qui il protagonista assoluto è l’Honda SH125ì, il modello più venduto in assoluto tra tutte le 125: dai poco più di 10.400 pezzi del 2024 ai 15.049 del 2026, un +44,6% che da solo pesa quanto interi segmenti.

L’SH è il classico esempio di scooter che non passa mai di moda: affidabile, con ottima tenuta del valore nel tempo, perfetto per la città. Non a caso è il mezzo che tiene in testa la classifica anno dopo anno.

Le moto 125: un segmento che si ridimensiona

E le moto? Controcorrente rispetto al resto del mercato, le 125 “vere”, naked, enduro, sportive di piccola cilindrata, arretrano del 23,2% in due anni, scendendo sotto le 9.600 unità. Non è un crollo di interesse per le due ruote, ma un segnale preciso: chi compra una 125 oggi la sceglie soprattutto come strumento di mobilità pratica, più che come prima moto “da passione”, ambitissima quando avevi 16 anni. Restano modelli iconici e molto amati, ma il baricentro del mercato si è spostato con decisione verso lo scooter urbano.

Più scooter che auto? Il caso Milano

Se vuoi capire dove sta andando la mobilità urbana, guarda a Milano. Nel 2025 la città ha superato per la prima volta due soglie simboliche: da un lato il totale dei veicoli circolanti ha oltrepassato il milione (1.008.535 mezzi), dall’altro moto, scooter e ciclomotori hanno sfondato quota 200.000. Oggi, in pratica, circa un veicolo su cinque in città è a due ruote.

Il dato più sorprendente arriva dal confronto con l’auto. Milano è l’unica grande città italiana scesa sotto le 500 automobili ogni mille abitanti: siamo a 497, mentre Roma si attesta su 677, Napoli ne mostra 588 e Torino ben 748. Sul fronte delle due ruote, invece, il capoluogo lombardo conta 140 motocicli ogni mille abitanti, sopra la media nazionale che è di 131 e sui livelli di Roma. Non è che i milanesi si spostino di meno: semplicemente hanno optato per la mobilità privata, dalle quattro alle due ruote.

Questo dato è confermato anche dalle nuove immatricolazioni: sempre guardando ai primi otto mesi dell’anno abbiamo un incremento dal 2024 del 18,7% delle registrazioni degli scooter 125, che diventa un +23,8% per i modelli “economy” e un +8,1% per quelli “premium”.

Le ragioni di questo successo sono molto concrete e spiegano bene (e in generale) il tema “opportunità”:

Perché succede a Milano

  • Accesso alle zone a traffico limitato.

    Moto e scooter entrano nell'Area B e nell'Area C senza le limitazioni che pesano sulle auto (lo stop riguarda soprattutto i modelli più vecchi).
  • Il nodo parcheggi.

    In una città "densa" come la capitale lombarda, trovare posto per un'auto è un problema cronico; con uno scooter, molto meno.
  • Il costo dell'alternativa.

    Comprare un'auto a basse emissioni abilitata a circolare in centro, ma è decisamente più oneroso di una 125.
  • Tanti studenti e lavoratori fuori sede.

    Il fenomeno dei pendolari è di fatto obbligatorio per Milano: La 125 è il mezzo ideale: agile, economico, sempre pronto.
Milano non è un’eccezione: è l’anticipo di una tendenza che tocca tutte le città alle prese con traffico, ZTL sempre più estese e parcheggi introvabili. Ed è esattamente il terreno su cui la 125 dà il meglio di sé ed attira gli automobilisti, che con la loro patente B possono guidare un 125 senza dover avere la patente della moto.

La svolta del dicembre 2024: la 125 entra in autostrada e in tangenziale

C’è un motivo in più, molto concreto e recente, dietro la corsa delle 125. Dal 14 dicembre 2024, con l’entrata in vigore del nuovo Codice della Strada, è caduto un divieto storico: una deroga all’articolo 175 consente ora a moto e scooter con cilindrata non inferiore a 120 cc (o potenza di almeno 6 kW se elettrici) di circolare su autostrade e strade extraurbane principali, tangenziali e superstrade comprese. Fino a quel momento l’Italia era l’ultimo Paese dell’Unione Europea a tenere fuori i 125 dalle arterie a scorrimento veloce.

Attenzione però alle condizioni, perché non basta avere il mezzo giusto:

  • il conducente deve essere maggiorenne;
  • con patente A, B o di categoria superiore l’accesso è immediato;
  • con patente A1 o A2 occorre averla conseguita da almeno due anni.

Un dettaglio pratico che può trarre in inganno: molti cartelli all’ingresso di autostrade e tangenziali riportano ancora il vecchio divieto sotto i 150 cc, semplicemente perché non sono stati aggiornati. La norma, però, è cambiata. Se vuoi tutti i dettagli su regole, limiti e pedaggio, abbiamo dedicato un approfondimento alla 125 in autostrada.

Per chi si sposta ogni giorno, è una piccola rivoluzione. Il pendolare che già usava le due ruote in città, ma restava tagliato fuori dalle tangenziali che lambiscono le grandi aree urbane, ora può usare la 125 anche lì: meno traffico, tempi più rapidi e un raggio d’azione più ampio senza dover salire di cilindrata e quindi di costi. Non stupisce che questa apertura abbia dato ulteriore spinta proprio agli scooter, i mezzi da pendolarismo per eccellenza.

La pubblicità della Vespa negli Anni '50 già si contrapponeva all'automobile

Perché le 125 piacciono così tanto: opportunità e risparmio

I numeri fotografano un fenomeno, ma la risposta al perché del successo delle vendite, sta in un mix di praticità e convenienza che rende la 125 una scelta razionale.

  • Mobilità urbana senza stress. In città la 125 è imbattibile: parcheggi ovunque, eviti le code, arrivi puntuale. Non è un caso che a crescere di più siano proprio gli scooter economy, i mezzi pensati per l’uso quotidiano.
  • Accesso alle strade veloci. Dal dicembre 2024 la 125 può viaggiare anche su autostrade e tangenziali: un vantaggio enorme per i pendolari, che allarga il raggio d’uso senza costringere a salire di cilindrata.
  • Accessibilità. La 125 è la porta d’ingresso al mondo delle due ruote per una platea molto ampia di guidatori, e questo allarga naturalmente il bacino di potenziali acquirenti, che sono gli automobilisti
  • Costi di gestione contenuti. Rispetto a cilindrate superiori o all’auto, una 125 pesa meno sul portafoglio in termini di consumi e mantenimento. È la componente “risparmio” che spinge soprattutto la fascia economy.
  • Offerta sempre più ricca. L’arrivo di nuovi marchi e di modelli con dotazioni (anche legate alla sicurezza della guida, vedi ABS integrale) un tempo riservate alle cilindrate maggiori ha alzato l’asticella del rapporto qualità-prezzo, rendendo la 125 ancora più conveniente.

Il capitolo carburante, poi, oggi pesa più che mai. Una 125 è parca per natura: a seconda del modello e dello stile di guida percorre in genere circa 30-35 km con un litro nell’uso urbano, che diventano oltre 40 km/l fuori città, dove l’andatura è più costante. Con la benzina che a settembre 2026 ha superato stabilmente i 2 euro al litro, la differenza rispetto all’auto, su un anno di tragitti casa-lavoro, si sente eccome. È forse l’atout più sottovalutato della piccola cilindrata.

125 e assicurazione: cosa sapere prima di partire

Qualsiasi 125, scooter o moto che sia, per circolare deve essere coperta dalla Responsabilità Civile Auto (RCA), l’assicurazione obbligatoria che risarcisce i danni causati a terzi dalla circolazione del veicolo. Con Motoplatinum la RCA è prestata con formula Bonus Malus e in modalità Guida Libera, che consente di far usare il mezzo a chiunque abbia una patente valida e idonea alla categoria.

La RCA copre i danni ai terzi entro i massimali di legge (fino a 6.450.000 € per lesioni o morte e 1.300.000 € per i danni a cose), secondo le condizioni di polizza. Ma la sola RCA non protegge il tuo scooter: per questo, in base alla formula scelta, con Motoplatinum puoi aggiungere una serie di garanzie accessorie.

Ed è qui che il boom degli scooter urbani incrocia un tema molto concreto. Uno scooter parcheggiato in strada, in città, ogni giorno — pensa proprio a una realtà densa come Milano — è per sua natura più esposto al furto. E se lo usi anche in tangenziale per il tragitto casa-lavoro, la componente di percorrenza cresce, insieme all’importanza di avere una buona copertura. Le garanzie accessorie opzionali di Motoplatinum coprono proprio scenari come questi:

  • Furto e Incendio, disponibile in più formule (dalla Economica alla Completa fino al Valore a Nuovo) a seconda del livello di protezione che cerchi.
  • Infortuni del Conducente, per i danni al guidatore durante la guida.
  • Assistenza in caso di guasto, incidente, incendio o furto.
  • Tutela Legale per le controversie legate a un sinistro.

Le condizioni, i massimali e le esclusioni vanno sempre verificate sul Set Informativo del prodotto.

MOTO.APP e MOTO.BOX: sicurezza e tracciamento per la tua 125

Se il tema è proteggere lo scooter dai furti, per un mezzo urbano lo è quasi sempre, Motoplatinum va oltre la polizza. Con MOTO.APP hai la tua 125 sotto controllo dallo smartphone; salendo al livello Adventure aggiungi MOTO.BOX, il dispositivo IoT che permette la geolocalizzazione del mezzo. Un aiuto concreto sia per ritrovare lo scooter in caso di furto, sia per una gestione più consapevole del tuo premio.

In sintesi

Il mercato delle 125 cc cresce, e in maniera sostanziale: +20% dal 2024 a quest’anno. Ma è soprattutto un boom di scooter, guidato dai modelli più accessibili e da un’icona come l’Honda SH125i, mentre le moto di piccola cilindrata si ridimensionano. Città come Milano, dove ormai un veicolo su cinque è a due ruote, mostrano dove sta andando la mobilità urbana, e la svolta di fine 2024, che ha aperto ai 125 autostrade e tangenziali, ha dato un’ulteriore spinta ai pendolari. Dietro questo fenomeno ci sono opportunità e risparmio che rendono la 125 una scelta sempre più razionale, estendendo il suo raggio di azione direttamente in direzione degli automobilisti. E proprio perché sempre più scooter girano nel traffico, scegliere la protezione assicurativa giusta, dalla RCA obbligatoria alle garanzie contro il furto, è il passo che completa un acquisto intelligente.

FAQ: domande frequenti

Domande frequenti

Quanto è cresciuto il mercato delle 125 cc?
Nei primi otto mesi dell'anno, le immatricolazioni di 125 cc sono passate da 72.422 mezzi del 2024 a 87.076 del 2026, con una crescita del +20,2% in due anni e un'accelerazione del +12,3% nell'ultimo anno.
Quale categoria di 125 vende di più?
Gli scooter. Nel 2026 rappresentano circa l'89% delle 125 immatricolate. In particolare gli scooter "economy", i più accessibili, valgono da soli quasi sei mezzi su dieci e spiegano il 90% della crescita degli ultimi due anni.
Le moto 125 stanno crescendo come gli scooter?
No. A differenza degli scooter, le moto 125 (naked, enduro, sportive) sono in calo: −23,2% in due anni. Il mercato si è spostato con decisione verso lo scooter urbano, scelto soprattutto come mezzo di mobilità quotidiana.
Una moto o uno scooter 125 può andare in autostrada?
Sì. Dal 14 dicembre 2024 il nuovo Codice della Strada consente a moto e scooter di almeno 120 cc di circolare su autostrade e strade extraurbane principali (tangenziali e superstrade incluse), a condizione che il conducente sia maggiorenne. Con patente A, B o superiore l'accesso è immediato; con patente A1 o A2 bisogna averla conseguita da almeno due anni. Restano esclusi i ciclomotori 50 cc.
Quanto consuma una 125?
Dipende dal modello e dallo stile di guida, ma in genere una 125 percorre circa 30-35 km con un litro di benzina in città e oltre 40 km/l fuori dal traffico urbano. Con i prezzi del carburante attuali — a settembre 2026 la benzina ha superato i 2 euro al litro — è uno dei principali motivi di risparmio che rendono la 125 così interessante rispetto all'auto.
A Milano ci sono più scooter che auto?
Non ancora più scooter che auto, ma il divario si sta riducendo rapidamente. Nel 2025 Milano ha superato i 200.000 tra moto, scooter e ciclomotori (circa un veicolo su cinque) ed è l'unica grande città italiana con meno di 500 auto ogni mille abitanti (497), grazie a ZTL, Area B e C, problemi di parcheggio e al costo più alto delle auto.
Qual è la 125 più venduta?
Tra tutti i modelli, il più venduto è l'Honda SH 125, uno scooter premium che nel 2026 ha superato le 15.000 immatricolazioni nei primi otto mesi, in crescita del +44,6% rispetto al 2024. È lo scooter più venduto d'Italia.
Serve l'assicurazione per una 125?
Sì. Come ogni veicolo, anche una 125 deve avere la Responsabilità Civile (RCA) obbligatoria per circolare. Con Motoplatinum, alla RCA puoi affiancare garanzie accessorie come Furto/Incendio, Infortuni del Conducente, Assistenza e Tutela Legale, in base alla formula scelta e alle condizioni di polizza.
Come posso proteggere il mio scooter 125 dal furto?
Oltre alla garanzia Furto/Incendio, disponibile in più formule, con l'ecosistema Motoplatinum puoi usare MOTO.APP e, al livello Adventure, il dispositivo MOTO.BOX per la geolocalizzazione del mezzo: un aiuto concreto in caso di furto di uno scooter urbano.