La patente A1 si può conseguire a 16 anni compiuti e abilita alla guida di motocicli fino a 125 cc, con potenza massima di 11 kW e rapporto potenza/peso non superiore a 0,1 kW/kg, oltre ai tricicli fino a 15 kW. È la prima vera patente “da moto”: permette di guidare la stragrande maggioranza degli scooter e delle moto di piccola cilindrata in commercio, e comprende anche i ciclomotori (50 cc) senza bisogno di prendere la patente AM. In questa guida vediamo nel dettaglio cosa puoi guidare, a che età, come funziona l’esame, in cosa si differenzia dalle altre patenti moto, perché è “cugina” della patente B e quanto costa.
Cosa puoi guidare con la patente A1?
Con la patente A1 puoi guidare motocicli a due ruote che rispettano contemporaneamente tre limiti tecnici fissati dall’articolo 116 del Codice della Strada. Contano i valori, non il modello: quello che devi verificare sul libretto di circolazione sono cilindrata, potenza e rapporto potenza/peso.
| Parametro | Limite con patente A1 |
|---|---|
| Cilindrata massima | 125 cc |
| Potenza massima | 11 kW (circa 15 CV) |
| Rapporto potenza/peso | non superiore a 0,1 kW/kg |
| Tricicli | potenza non superiore a 15 kW |
| Ciclomotori (50 cc) | inclusi, senza bisogno della patente AM |
| Quadricicli leggeri | inclusi, guidabili con patente AM |
Perché contano tutti e tre i limiti insieme
I tre parametri vanno rispettati contemporaneamente. Non basta che la moto sia un 125: deve stare anche sotto gli 11 kW di potenza e sotto lo 0,1 kW/kg di rapporto potenza/peso. È proprio quest’ultimo il valore più spesso ignorato.
Il rapporto potenza/peso mette in relazione la potenza del motore con il peso del veicolo. Il limite di 0,1 kW/kg significa che, per ogni chilogrammo di peso a vuoto, il motore non può erogare più di 0,1 kW. In pratica una moto molto leggera e molto potente potrebbe superare questo tetto anche restando entro i 125 cm³: per questo va sempre controllato il dato riportato sul libretto.
Moto elettriche
Per i motocicli elettrici non esiste la cilindrata: il riferimento è solo la potenza. Anche in questo caso valgono il limite di 11 kW e il rapporto potenza/peso di 0,1 kW/kg. Attenzione a un dettaglio tecnico: sui veicoli elettrici va considerata la potenza nominale continua omologata, che può essere diversa dalla potenza di picco.
Ciclomotori, tricicli e quadricicli inclusi
La A1 è più “ampia” della sola guida dei 125. Chi la possiede può guidare anche i ciclomotori fino a 50 cc (quindi assorbe la patente AM), quadricicli leggeri (per intenderci, le microcar dove serve la patente AM) e i tricicli con potenza fino a 15 kW. Restano fuori i tricicli più potenti, che richiedono la patente A e almeno 21 anni.
A che età si prende la patente A1 e quali requisiti servono?
L’età minima per la patente A1 è 16 anni compiuti. È l’unica patente che consente a un minorenne di guidare legalmente un mezzo a due ruote fino a 125 cc.
Oltre all’età servono:
- Requisiti fisici e psichici, certificati dalla visita medica prevista dall’articolo 119 del Codice della Strada.
- Residenza in Italia (o status di studente da almeno sei mesi).
- Documento d’identità valido e codice fiscale.
Puoi presentare domanda da privatista, inoltrando la pratica direttamente alla Motorizzazione Civile e preparandoti in autonomia, oppure affidarti a un’autoscuola. Le prove d’esame e il livello di difficoltà sono identici nei due casi: cambia solo l’accompagnamento nella preparazione.
In cosa consiste l’esame della patente A1?
L’esame della patente A1 si compone di due prove: un esame teorico a quiz e uno pratico di guida.
L’esame di teoria
È una prova a quiz informatizzato: 30 affermazioni a risposta Vero/Falso, da completare in 20 minuti. Si supera con un massimo di 3 errori (almeno 27 risposte corrette). Il questionario copre tutto il Codice della Strada, con particolare attenzione ai temi legati alla guida dei motocicli. Superato questo test teorico si ottiene il foglio rosa, che autorizza le esercitazioni e la prenotazione della prova pratica.
Il foglio rosa ha una validità di dodici mesi e consente un numero limitato di tentativi per l’esame pratico. In caso di doppia bocciatura all’esame pratico occorre ripetere la procedura.
L’esame di pratica
La prova di guida si svolge in tre fasi, disciplinate dal Decreto Ministeriale del 26 settembre 2018. Le prime si tengono in area chiusa e valutano l’equilibrio e il controllo del mezzo; l’ultima si svolge su strada, nel traffico reale:
- Manovre preliminari e controlli sul veicolo (uso del cavalletto, spostamento a motore spento, verifiche di sicurezza).
- Prove di equilibrio, slalom, superamento ostacolo e frenata in circuito chiuso, con tempi di percorrenza minimi e massimi da rispettare senza mettere piede a terra né abbattere i coni.
- Guida su strada, per verificare il comportamento nel traffico e la conoscenza pratica delle norme di circolazione.
La moto usata per l’esame pratico A1 deve avere una cilindrata di almeno 120 cc, una potenza vicina agli 11 kW ed essere in grado di raggiungere almeno 90 km/h (con una piccola tolleranza sulla cilindrata minima).
Cosa indossare all’esame di guida (obbligatorio per legge)
Per le categorie AM, A1, A2 e A è obbligatorio presentarsi con abbigliamento tecnico omologato per l’uso su motociclo, da indossare per tutta la durata della prova, compresa la fase su strada:
- Casco integrale omologato
- Guanti protettivi
- Giacca con protezioni a gomiti e spalle
- Scarpe chiuse
- Pantaloni lunghi con protezioni alle ginocchia (integrate o amovibili)
- Paraschiena integrato nella giacca o esterno di livello 1 o 2 (normativa EN 1621-2)
Nel caso di “privatista”, per la prova su strada devi inoltre farti accompagnare da una persona con patente valida e un’auto in regola con revisione e assicurazione, a disposizione dell’esaminatore.
Che differenza c’è tra patente A1, A2 e A?
Le patenti da moto sono progressive: ciascuna include quella inferiore e alza i limiti di potenza al crescere dell’età e dell’esperienza. La differenza principale sta nella potenza dei veicoli guidabili e nell’età minima.
Patente Età minima Cosa puoi guidare AM 14 anni Ciclomotori 50 cc fino a 45 km/h, tricicli e quadricicli leggeri A1 16 anni Moto fino a 125 cc, 11 kW e 0,1 kW/kg; tricicli fino a 15 kW; include AM A2 18 anni Moto fino a 35 kW e rapporto potenza/peso fino a 0,2 kW/kg; include A1 e AM A 24 anni (o 20 con A2 da 2 anni) Qualsiasi motociclo, senza limiti di cilindrata o potenza; include A2, A1 e AM
Perché la patente B per l’automobile è (quasi) equiparata alla A1?
Chi ha la patente B può guidare, solo sul territorio italiano, gli stessi motocicli abilitati dalla A1: fino a 125 cc, 11 kW e rapporto potenza/peso non superiore a 0,1 kW/kg, oltre ai tricicli fino a 15 kW. Ecco perché, nella pratica, con la patente dell’auto puoi comunque metterti alla guida di uno scooter 125.
Ci sono due motivi tecnici dietro questa equiparazione:
- Gli stessi veicoli guidabili. La normativa attribuisce alla patente B, in ambito nazionale, la stessa fascia di motocicli della A1.
- Lo stesso esame teorico. Il quiz teorico della patente A1 utilizza la medesima piattaforma e la medesima base di domande della patente B. In sostanza, chi supera la teoria della B ha già superato quella della A1, e viceversa.
Cosa cambia, allora, tra A1 e B?
Le differenze restano due, ed è importante conoscerle:
- L’età di accesso. La A1 si prende a 16 anni, la B a 18 anni.
- La validità territoriale. L’abilitazione alla guida dei 125 tramite patente B vale solo in Italia. All’estero, nella maggior parte dei Paesi UE, per usare un 125 serve almeno la patente A1 o una patente moto superiore.
Un chiarimento utile, perché è fonte di molta confusione: la normativa italiana richiede semplicemente il possesso della patente B e la maggiore età. Non prevede né un’anzianità minima di patente né un corso obbligatorio (requisiti che invece esistono in alcuni altri Paesi europei).
Esiste una patente A1 per moto e scooter con cambio automatico?
Non esiste una patente A1 “separata” per i mezzi automatici, ma esiste una limitazione che viene annotata sul documento. La questione è tutt’altro che teorica: la maggior parte degli scooter monta un cambio automatico (il variatore, o CVT), cioè non ha né pedale né leva della frizione.
Funziona così: se sostieni l’esame pratico su un veicolo con cambio automatico, la tua patente A1 riporterà il codice armonizzato 78, che ti abilita a guidare soltanto mezzi con cambio automatico. Se invece fai l’esame su una moto con cambio manuale, potrai guidare entrambe le tipologie.
La limitazione non è definitiva: per rimuovere il codice 78 è sufficiente risostenere il solo esame pratico su un veicolo con cambio manuale. Non serve ripetere l’esame di teoria.
Con la patente A1 quale esame è “abbuonato” passando a una patente superiore?
Passando a una patente superiore, con la A1 ti viene scontato l’esame di teoria: dovrai sostenere solo la prova pratica di guida sul veicolo corrispondente alla nuova categoria. Questo perché chi è già titolare di una patente (con la sola eccezione della AM) non deve rifare il quiz teorico. Vale in due situazioni tipiche:
- Da A1 ad A2. Chi possiede la patente A1 da almeno 2 anni può passare alla A2 sostenendo solo l’esame pratico (o un corso in autoscuola), senza rifare la teoria.
- Da A1 a B. Chi possiede la A1 e vuole conseguire la patente B non deve rifare la teoria: al momento della domanda ottiene l’autorizzazione a esercitarsi e sostiene solo l’esame pratico. Attenzione a non fraintendere: quell’esame è la prova di guida su automobile, completa a tutti gli effetti, e non ha nulla a che vedere con la prova moto della A1. Ciò che viene abbuonato è unicamente il quiz teorico, perché la base di domande della A1 coincide con quella della B. Restano invece dovute, come per chiunque consegua la patente B, le ore di guida certificate in autoscuola.
Lo stesso principio si applica salendo ulteriormente: da A2 ad A si sostiene la sola prova pratica, su una moto di cilindrata e potenza maggiori.
Quanto costa la patente A1?
Da privatista paghi essenzialmente i bollettini ministeriali (tramite PagoPA sul Portale dell’Automobilista) e la visita medica. Un vantaggio specifico della A1: non è previsto l’obbligo delle ore di guida certificate in autoscuola (che riguarda solo la patente B), quindi la spesa resta contenuta. Le voci fisse, indicative per il 2026, sono:
- Diritti Motorizzazione + esame di teoria (c/c 9001): 26,40 €
- Imposta di bollo per l’iscrizione all’esame (c/c 4028): 16,00 €
- Esame pratico (c/c 4028): 16,00 €
- Imposta di bollo sulla domanda (modulo TT2112): 16,00 €
- Visita medica: bollo e diritti (circa 16 € + 10,20 €) più l’onorario del medico, in media 40–90 €
In sintesi, i soli bolli e tariffe valgono circa 70–75 €; con la visita medica il totale amministrativo si aggira sui 110–170 €. Se non possiedi una moto idonea all’esame (120–125 cc, potenza fino a 11 kW, almeno 90 km/h), va aggiunto il noleggio del mezzo, tra 50 e 150 € a sessione.
Con l’autoscuola il totale sale (indicativamente 450–700 €), ma comprende preparazione, assistenza e un mezzo a norma.
Le tariffe ministeriali sono fisse in tutta Italia ad eccezione delle regioni Friuli Venezia Giulia, Sicilia e valle d’Aosta, e le province di Bolzano e Trento: per gli importi aggiornati al momento del pagamento consulta il Portale dell’Automobilista. La visita medica ed eventuale noleggio della moto o dello scooter sono variabili:
FAQ: domande frequenti
Domande frequenti
Quanti anni devo avere per la patente A1?
Con la patente A1 posso guidare uno scooter 125?
La patente A1 vale come la patente B?
Devo rifare l'esame di teoria per passare dalla A1 alla A2?
Cos'è il codice 78 sulla patente A1?
Posso portare un passeggero con la patente A1?