Sardegna slow da scoprire

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Da sempre è una delle mete top dell’estate: paesaggi magnifici, mare cristallino, ottima cucina, divertimento, ma significa, nelle località più gettonate dal turismo, anche traffico, caos, spostamenti difficoltosi. Per vivere questa meravigliosa isola lontano dai consueti giri turistici ti consigliamo l’itinerario che seguendo la SS 131 si snoda lungo tutta la Sardegna da Cagliari a Porto Torres tra vigne e sabbia, luoghi magici, cibi unici e paesaggi che non dimenticherete. Se avete tempo, prendetevela con grande calma e se potete andare nei mesi primaverili o appena prima dell’estate vi godrete al massimo i profumi di una terra che meraviglia ogni volta.


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Si esce da Cagliari dall’aeroporto in direzione Monastir toccando via via Nuraminis, Serrenti e Sanluri per arrivare a toccare Sardara e fare una sosta alle Terme di Sardara e quindi riprendere la marcia verso Oristano. Da Monastir puoi fare una deviazione verso Santa Maria di Sibiola, una delle chiese romaniche sparse per la Sardegna tra le vigne. Da Sardara un’altra deviazione consigliata è in direzione Barumini per scoprire Su Nuraxi, uno dei più grandi villaggi nuragici della Sardegna.


Prima di arrivare al capoluogo si consiglia di scoprire il piccolo centro di Terralba che galleggia tra il mare e le montagne o il paese di Buggerru sul mare, davanti le dune di Piscinas. Per un tuffo nel passato i paesi di Pistis e Marceddì sono piccoli borghi di pescatori fuori dal tempo dal panorama bellissimo e dalla cucina a base di pesce fresco appena pescato.


Si torna verso l’interno e si arriva ad Arborea, nata al centro dello stagno di Sassu dopo che fu bonificato, inaugurata nel 1928 come Villaggio Mussolini prende il nome attuale nel 1944 dopo la caduta del fascismo. Il paese, popolato da coloni provenienti per lo più dal Veneto, ha la tipica struttura regolare delle città di fondazione fascista, i viali sono alberati e le case a due piani in stile liberty.


Da qui punta le ruote in direzione di Marrubiu e la Giara. Un luogo magico dove corrono liberi i cavallini. Si attraversa quindi la Marmilla, stretta tra il Campidano, il Monte Arci, le Giare e il Flumini Mannu.


La strada prosegue quindi per Sassari e verso la meta finale Porto Torres.


Prima di partire per la tua gita controlla la tua polizza, se è scaduta fanne una nuova qui con Motoplatinum.

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Si esce da Cagliari dall’aeroporto in direzione Monastir toccando via via Nuraminis, Serrenti e Sanluri per arrivare a toccare Sardara e fare una sosta alle Terme di Sardara e quindi riprendere la marcia verso Oristano. Da Monastir puoi fare una deviazione verso Santa Maria di Sibiola, una delle chiese romaniche sparse per la Sardegna tra le vigne. Da Sardara un’altra deviazione consigliata è in direzione Barumini per scoprire Su Nuraxi, uno dei più grandi villaggi nuragici della Sardegna.


Prima di arrivare al capoluogo si consiglia di scoprire il piccolo centro di Terralba che galleggia tra il mare e le montagne o il paese di Buggerru sul mare, davanti le dune di Piscinas. Per un tuffo nel passato i paesi di Pistis e Marceddì sono piccoli borghi di pescatori fuori dal tempo dal panorama bellissimo e dalla cucina a base di pesce fresco appena pescato.


Si torna verso l’interno e si arriva ad Arborea, nata al centro dello stagno di Sassu dopo che fu bonificato, inaugurata nel 1928 come Villaggio Mussolini prende il nome attuale nel 1944 dopo la caduta del fascismo. Il paese, popolato da coloni provenienti per lo più dal Veneto, ha la tipica struttura regolare delle città di fondazione fascista, i viali sono alberati e le case a due piani in stile liberty.


Da qui punta le ruote in direzione di Marrubiu e la Giara. Un luogo magico dove corrono liberi i cavallini. Si attraversa quindi la Marmilla, stretta tra il Campidano, il Monte Arci, le Giare e il Flumini Mannu.


La strada prosegue quindi per Sassari e verso la meta finale Porto Torres.


Prima di partire per la tua gita controlla la tua polizza, se è scaduta fanne una nuova qui con Motoplatinum.

Da sempre è una delle mete top dell’estate: paesaggi magnifici, mare cristallino, ottima cucina, divertimento, ma significa, nelle località più gettonate dal turismo, anche traffico, caos, spostamenti difficoltosi. Per vivere questa meravigliosa isola lontano dai consueti giri turistici ti consigliamo l’itinerario che seguendo la SS 131 si snoda lungo tutta la Sardegna da Cagliari a Porto Torres tra vigne e sabbia, luoghi magici, cibi unici e paesaggi che non dimenticherete. Se avete tempo, prendetevela con grande calma e se potete andare nei mesi primaverili o appena prima dell’estate vi godrete al massimo i profumi di una terra che meraviglia ogni volta.


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Si esce da Cagliari dall’aeroporto in direzione Monastir toccando via via Nuraminis, Serrenti e Sanluri per arrivare a toccare Sardara e fare una sosta alle Terme di Sardara e quindi riprendere la marcia verso Oristano. Da Monastir puoi fare una deviazione verso Santa Maria di Sibiola, una delle chiese romaniche sparse per la Sardegna tra le vigne. Da Sardara un’altra deviazione consigliata è in direzione Barumini per scoprire Su Nuraxi, uno dei più grandi villaggi nuragici della Sardegna.


Prima di arrivare al capoluogo si consiglia di scoprire il piccolo centro di Terralba che galleggia tra il mare e le montagne o il paese di Buggerru sul mare, davanti le dune di Piscinas. Per un tuffo nel passato i paesi di Pistis e Marceddì sono piccoli borghi di pescatori fuori dal tempo dal panorama bellissimo e dalla cucina a base di pesce fresco appena pescato.


Si torna verso l’interno e si arriva ad Arborea, nata al centro dello stagno di Sassu dopo che fu bonificato, inaugurata nel 1928 come Villaggio Mussolini prende il nome attuale nel 1944 dopo la caduta del fascismo. Il paese, popolato da coloni provenienti per lo più dal Veneto, ha la tipica struttura regolare delle città di fondazione fascista, i viali sono alberati e le case a due piani in stile liberty.


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Prima di arrivare al capoluogo si consiglia di scoprire il piccolo centro di Terralba che galleggia tra il mare e le montagne o il paese di Buggerru sul mare, davanti le dune di Piscinas. Per un tuffo nel passato i paesi di Pistis e Marceddì sono piccoli borghi di pescatori fuori dal tempo dal panorama bellissimo e dalla cucina a base di pesce fresco appena pescato.


Si torna verso l’interno e si arriva ad Arborea, nata al centro dello stagno di Sassu dopo che fu bonificato, inaugurata nel 1928 come Villaggio Mussolini prende il nome attuale nel 1944 dopo la caduta del fascismo. Il paese, popolato da coloni provenienti per lo più dal Veneto, ha la tipica struttura regolare delle città di fondazione fascista, i viali sono alberati e le case a due piani in stile liberty.


Da qui punta le ruote in direzione di Marrubiu e la Giara. Un luogo magico dove corrono liberi i cavallini. Si attraversa quindi la Marmilla, stretta tra il Campidano, il Monte Arci, le Giare e il Flumini Mannu.


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