Il contrassegno dell’assicurazione moto non si vede più perché, semplicemente, non è obbligatorio esporlo: dal 18 ottobre 2015 il tagliando cartaceo, quello “giallino”, dalla forma rettangolare, è stato smaterializzato e sostituito da una banca dati digitale, e con l’introduzione del Regolamento IVASS n. 56/2025 è stato eliminato in via definitiva. Oggi non devi attaccare nessun tagliando assicurativo sulla moto. Ti basta avere con te il certificato di assicurazione, anche in versione digitale sullo smartphone, da mostrare in caso di controllo. Le verifiche su strada avvengono da parte delle Forze dell’Ordine leggendo la targa e incrociandola con la banca dati nazionale, aggiornata in tempo reale dalle compagnie assicurative.
In questa guida vediamo perché il contrassegno è stato tolto (e perché sulla moto era da sempre un problema), quali documenti devi tenere obbligatoriamente con te e dove controllare che una polizza sia davvero valida, anche quando ti serve verificare l’assicurazione di chi ti ha coinvolto in un incidente.
Perché il contrassegno dell’assicurazione moto è sparito?
Il contrassegno era il tagliando, di solito dalla forma quadrata, che attestava la copertura del veicolo e che andava esposto in modo visibile. Su un’auto finiva sul parabrezza; sulla moto, dove metterlo era un problema, e il fatto di non averlo a vista era una condizione molto tollerata dalle autorità. Dal 18 ottobre 2015 quel “segnale” non va più esposto: è stato smaterializzato e sostituito da un controllo elettronico basato sulla targa.
Il motivo è semplice: un adesivo cartaceo si può falsificare, sbiadire o staccare, e non dice nulla di aggiornato sullo stato reale della polizza. La banca dati digitale, invece, mostra la situazione effettiva e ha reso molto più difficili le truffe con tagliandi falsi o polizze scadute.
Dal tagliando cartaceo alla banca dati digitale
Con la smaterializzazione è nata una banca dati unica delle coperture RCA, gestita dalla Motorizzazione presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Sono le compagnie assicurative a comunicare ogni giorno le nuove polizze e i rinnovi, attraverso l’ANIA (l’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici). Così le forze dell’ordine possono verificare la copertura di qualsiasi veicolo semplicemente controllando la targa.
Il Regolamento IVASS 56/2025: lo stop definitivo
L’ultimo tassello è il Regolamento IVASS n. 56/2025, in vigore dall’8 aprile 2025, che ha abrogato la vecchia disciplina del 2008 ed eliminato il contrassegno per tutti i veicoli e i natanti. Il principio è netto:
- il contrassegno cartaceo non viene più rilasciato né esposto;
- il certificato di assicurazione diventa l’unico documento valido per attestare la copertura;
- quel certificato può essere anche digitale, ad esempio un PDF ricevuto via email.
In pratica, se guidi una moto oggi non hai nulla da attaccare al veicolo: la prova che sei in regola è il certificato, non un bollino.
Perché sulla moto il contrassegno era un problema?
Per chi va in auto il bollino sul parabrezza non è mai stato un dramma. In moto era tutta un’altra storia: non c’è un cristallo su cui appoggiarlo e ogni soluzione era un compromesso, anche se ben tollerato. Ecco perché per i motociclisti la fine del contrassegno è stata una vera liberazione. I più ligi alla legge, però andavano a scontrarsi con queste conseguenze:
-
Non c'era un posto davvero adatto.
Niente parabrezza fisso su cui esporlo: si finiva per infilarlo in una tasca del cupolino, sotto la sella o in una custodia di fortuna. -
Pioggia e sole lo rovinavano.
Esposto agli agenti atmosferici, il tagliando si scoloriva o si inzuppava fino a diventare illeggibile in poche settimane. -
Si staccava e si perdeva.
Vibrazioni, lavaggi e velocità facevano il resto: un adesivo mal posizionato spariva senza che te ne accorgessi. -
Era facile da rubare.
Su un mezzo scoperto, un tagliando visibile era un invito, e ritrovarsi senza documento significava rischiare contestazioni. -
Rovinava l'estetica.
Su una moto curata nei dettagli, un bollino appiccicato stonava e basta.
Con la copertura registrata nella banca dati, tutti questi problemi sono spariti insieme al contrassegno. La tua polizza “vive” online: nessun adesivo da proteggere, nessun rischio di perderlo.

Cosa devi avere con te sulla moto oggi?
Attenzione a non confondere due cose diverse: non esporre il contrassegno non vuol dire non avere documenti con te. Per circolare devi comunque poter dimostrare che la moto è assicurata e in regola.
Il certificato di assicurazione (cartaceo o digitale)
Il documento che conta è il certificato di assicurazione: è ciò che attesta la copertura RCA del tuo mezzo. Devi poterlo esibire su richiesta di Polizia Locale o Stradale, Carabinieri sino alla Guardia di Finanza, ma non deve per forza essere l’originale cartaceo. Va benissimo anche una copia digitale, un PDF sul telefono o nell’app della compagnia, purché sia integra e leggibile.
Ecco i documenti che è bene avere sempre con te quando sei in sella:
| Documento | A cosa serve | Formato ammesso |
|---|---|---|
| Certificato di assicurazione | Attesta la copertura RC della moto | Cartaceo o digitale (PDF/app) |
| Patente di guida | Abilita alla guida della categoria del mezzo | Cartaceo o digitale (dove previsto) |
| Libretto di circolazione | Attesta l'idoneità del veicolo a circolare | Cartaceo |
Cosa rischi se guidi senza copertura
Un conto è non esporre il contrassegno (oggi non è più una violazione): un altro è circolare senza assicurazione RCA. In quel caso scatta l’articolo 193 del Codice della Strada, con una sanzione amministrativa che va da circa 866 a 3.464 euro oltre al sequestro del veicolo e alla decurtazione di 5 punti dalla patente. Non un rischio da correre per risparmiare qualche settimana di premio.
Con l’assicurazione moto di Motoplatinum il certificato ti arriva via email al momento della stipula: lo salvi sullo smartphone e lo hai sempre con te, senza nessun tagliando da stampare o proteggere.
La moto va assicurata anche se non la usi?
Domanda che ci dobbiamo fare per forza, visto che la risposta e assolutamente sì. Dal 23 dicembre 2023, con il Decreto Legislativo n. 184/2023 che ha recepito la direttiva europea 2021/2118, l’obbligo di assicurazione RCA non è più legato alla circolazione su strada, ma alla “funzione” del veicolo come mezzo di trasporto. In pratica ogni mezzo a due ruote di tua proprietà idoneo a circolare deve essere assicurato anche se non lo usi: l’obbligo vale pure se la moto resta ferma in garage o parcheggiata in un’area privata. Lo puoi leggere nei dettagli in questo articolo del nostro blog
Le uniche eccezioni previste dalla legge (articolo 122-bis del Codice delle Assicurazioni) sono:
- la sospensione volontaria della polizza, tramite comunicazione formale alla compagnia (fino a un massimo di 10 mesi, che salgono a 11 per moto e ciclomotori d’epoca iscritti agli appositi registri);
- il ritiro formale dalla circolazione del mezzo (con consegna della carta di circolazione);
- il veicolo non più idoneo all’uso come mezzo di trasporto (ad esempio privo di motore);
- il divieto d’uso disposto da un’autorità (fermo amministrativo, sequestro, confisca).
Quindi, se hai una seconda moto che tieni ferma per l’inverno, la strada corretta non è “dimenticarla” senza copertura, ma sospendere la polizza. Detenere un mezzo scoperto, fuori dai casi di sospensione, ti espone alle sanzioni dell’articolo 193 del Codice della Strada.
Come controllano le forze dell’ordine se la moto è assicurata?
Il controllo parte dalla targa. Gli agenti la inseriscono nel sistema e verificano in tempo reale se il veicolo risulta coperto nella banca dati nazionale. Non serve fermarti di persona: la verifica può avvenire anche a distanza.
- ai posti di blocco, con i dispositivi in dotazione;
- tramite autovelox e tutor, che leggono la targa;
- attraverso le telecamere delle ZTL e i varchi elettronici.
Il certificato che tieni con te resta comunque importante: se per qualsiasi motivo la banca dati non è consultabile sul momento, è il documento che dimostra che sei in regola. Ed è anche ciò che ti serve sotto mano se devi compilare la constatazione amichevole dopo un incidente.
Come verificare se un’assicurazione moto è valida?
Da quando il bollino non c’è più, il modo più affidabile per sapere se un veicolo è assicurato è la verifica online tramite targa. È utile per controllare la tua situazione dopo un rinnovo, ma anche per verificare un mezzo che stai per comprare o quello di una controparte in un sinistro.
Il Portale dell’Automobilista (gratuito, senza registrazione)
Lo strumento ufficiale è il Portale dell’Automobilista, gestito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il servizio “Verifica Copertura RCA” è gratuito e non richiede alcuna registrazione. Bastano pochi passaggi:
Vai alla sezione
Seleziona la tipologia di veicolo
Inserisci la targa
Leggi l'esito
Il ruolo di ANIA e della banca dati
Dietro la verifica c’è la banca dati alimentata dalle compagnie tramite l’ANIA. È questo flusso quotidiano di dati che rende il controllo per targa attendibile e sempre “fresco”. Se hai una polizza attiva ma il tuo mezzo risulta scoperto, non ignorare il dato: contatta subito la compagnia o l’intermediario, perché può trattarsi di un ritardo di trasmissione o di un errore di targa da correggere.
App e altri strumenti
Puoi fare lo stesso controllo anche da smartphone con iPatente, l’app ufficiale del Ministero, comoda anche per ricevere i promemoria sulle scadenze. Esistono poi app di terze parti che attingono agli stessi dati pubblici: sono pratiche per un controllo al volo, ma la fonte più aggiornata e autorevole resta sempre il Portale dell’Automobilista.
Come verificare l’assicurazione della controparte dopo un incidente?
Se resti coinvolto in un incidente con un altro veicolo, sapere se la controparte è assicurata (e con chi) è fondamentale per il risarcimento. Ecco come muoverti:
- Annota subito la targa dell’altro mezzo, insieme a modello e dati del conducente. È il dato che ti permette ogni verifica successiva.
- Controlla la targa sul Portale dell’Automobilista. In pochi secondi capisci se il veicolo risulta coperto e da quale compagnia – utilissimo se l’altra persona è poco collaborativa.
- Compila la constatazione amichevole (modulo CAI). Riporta i dati assicurativi di entrambi i veicoli ed è il documento base per la richiesta di risarcimento. Molte compagnie oggi permettono di compilarlo e inviarlo anche in formato digitale.
- Attiva la procedura corretta. Se i veicoli coinvolti sono due, entrambi identificati, assicurati e immatricolati in Italia, in genere si applica il risarcimento diretto: la richiesta va al tuo assicuratore. Negli altri casi ci si rivolge alla compagnia del responsabile.
E se l’altro veicolo non è assicurato o non viene identificato? In questi casi puoi chiedere il risarcimento al Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, gestito da CONSAP, creato proprio per coprire i danni causati da mezzi non assicurati o “pirati”. Per i veicoli con targa estera, invece, i riferimenti sono CONSAP (per i sinistri avvenuti all’estero) e l’Ufficio Centrale Italiano per gli incidenti avvenuti in Italia con un veicolo immatricolato fuori dai confini.
Con Motoplatinum, in caso di sinistro hai un riferimento unico a cui rivolgerti per aprire la pratica: trovi qui la guida completa su cosa fare dopo un incidente in moto.
FAQ: domande frequenti
Domande frequenti
Il contrassegno dell'assicurazione moto è ancora obbligatorio?
Devo tenere il certificato di assicurazione con me sulla moto?
Devo assicurare la moto anche se resta ferma in garage?
Come controllo se la mia moto risulta assicurata?
Posso mostrare il certificato in PDF sul telefono durante un controllo?
Come faccio a sapere se chi mi ha coinvolto in un incidente è assicurato?